La malattia di Parkinson rappresenta la patologia neurologica a più rapida crescita al mondo, con conseguente impatto sul sistema sanitario dovuto all'invecchiamento della popolazione. La gestione del paziente richiede un approccio multidisciplinare e una stretta integrazione tra centri, territorio, istituti di ricerca e università coinvolgendo neurologi, geriatri, fisiatri, medici di medicina generale e altre figure e professioni sanitarie coinvolte nella presa in carico. Tra le principali sfide cliniche della malattia vi è il riconoscimento tempestivo delle fluttuazioni motorie, complicanza che interessa una quota significativa dei pazienti già nei primi anni di trattamento con levodopa. Le fluttuazioni motorie, spesso associate anche a sintomi non motori, determinano un importante peggioramento della qualità di vita, dell'autonomia funzionale e del carico assistenziale. Tuttavia, la loro identificazione può risultare complessa. Una diagnosi precoce delle fluttuazioni motorie consente di intervenire con strategie terapeutiche personalizzate, che inizia dall’adeguata ottimizzazione della terapia farmacologica orale con terapie in grado di estendere l’ON farmacologico o di essere utilizzate all’occorrenza (on demand). In questo percorso, il ruolo dei professionisti dal territorio al centro ospedaliero di riferimento è fondamentale per intercettare precocemente i segni clinici, monitorarne l'evoluzione e favorire un tempestivo trattamento. Il webinar nasce con l'obiettivo di rafforzare la connessione tra centri e specialisti, promuovendo un linguaggio clinico condiviso, criteri omogenei per l'identificazione delle fluttuazioni motorie e percorsi assistenziali integrati. Attraverso il confronto multidisciplinare e la discussione di casi clinici, l'iniziativa intende favorire una presa in carico più tempestiva e appropriata del paziente con malattia di Parkinson, migliorando la continuità assistenziale e garantendo un accesso più equo alle opportunità terapeutiche disponibili. L'incontro si propone inoltre di valorizzare un modello di network nella gestione della malattia di Parkinson, favorendo una collaborazione strutturata tra i diversi livelli assistenziali e contribuendo a sviluppare una rete clinica capace di accompagnare il paziente lungo tutte le fasi della malattia, dalla comparsa delle prime complicanze motorie fino all'eventuale accesso ai trattamenti avanzati.
